Episodio 9

Episodio 9

(Amnesty)

Mai ci saremmo aspettati che Luke andasse contro suo zio Zeb. Il motivo della disputa è Jessie, ridotta in pessime condizioni dall’as­salto delle api e ormai in fin di vita. Zio e nipote hanno decisamente due opinioni diverse, ma questa volta l’esperto Macahan non ne vuol sapere di assecondare il ragazzo… E un viaggio nella miste­riosa quanto potente medicina dei nativi è a questo punto l’unica soluzione possibile!

Davvero interessante la scoperta di Zeb! Il signor Smith è in realtà il capitano Robert Harrison, “eroe di guerra”, dato per caduto in battaglia, e marito di Beth. Si direbbe che tra i due vi siano molte cose in comune, ma inizialmente non sembra esserci troppa simpatia tra loro!
Protagonista di un feroce massacro, Harrison è un uomo prostrato, in gravi difficoltà psicologiche e dedito all’alcolismo. Negli ultimi vent’anni, Harrison e la moglie hanno vissuto all’ombra di tutto, nascosti e sommersi da ricordi atroci quanto imbarazzanti. Ora, Harrison, che è il discendente di una famiglia che si è sempre fatta valere in guerra e ritiene di aver disonorato il valore degli avi, ha perduto del tutto la vista ed è pieno di rancori. Il dialogo tra Robert e Zeb è denso di scoperte e di confronti. Poco a poco emerge una storia molto interessante… L’uomo confessa la sua ferita più grande: ignorò gli ordini ricevuti dai superiori per salvare la moglie Beth e causò una vera tragedia. I suoi uomini andarono al massacro con immenso coraggio, seguendolo in una missione suicida… Il grande Zeb non giudica e cerca di comprendere l’uomo, facendo di tutto perché lui e Beth rimangano insieme, stimandosi reciprocamente. Con la franchezza che è propria di due uomini come loro, Robert quasi rinfaccia a Zeb di essere stato il primo amore – indimenticato – di Beth. Ma è trascorso molto tempo e le loro vite adesso devono volgersi altrove.
Lasciati Beth e Harrison, Zeb si reca a trovare Jessie. Le condizioni della ragazza non migliorano in alcun modo, e il dottore è del tutto impotente. Le medicine occidentali non sono in grado di apportare veri benefici. Si attende un nuovo ritrovato, che giunge dalla città, ma il vecchio Macahan è molto scettico. A suo modo di vedere c’è solo una possibilità, benché anch’essa piuttosto flebile. In molti anni di peregrinaggi nel west e di contatto con le tribù indiane, Zeb ha imparato a conoscere bene l’antica tradizione curativa degli uomini di medicina, una sorta di stregoni-curatori dei popoli nativi americani che si trovano in speciale contatto con la natura e ne sanno trarre i medicamenti migliori. Erbe e pozioni, che nessun dottore bianco conosce, vengono utilizzate da moltissimo tempo da questi popoli sapienti.
C’è solo una cosa da fare, dal momento che Jessie è prossima alla morte e lo stregone degli Arapaho è l’unica persona forse in grado di salvarla. Per il resto della famiglia è una decisione quasi insensata, ma Zeb è un uomo che non si tira mai indietro. Il valoroso Macahan si mette in marcia verso l’accampamento portando con sé la nipote esanime.
Luke però non tollera questa decisione e, schierandosi apertamente contro zio Zeb, si mette addirittura col fratello minore sulle sue tracce, giungendo fino al campo Arapaho. I due Macahn avranno poi molto da fare per dare una mano ai nativi col bestiame. Forse un modo per lo scettico Luke di sdebitarsi…

UNA STORIA DI MASSACRI

Nel lungo e difficile processo di occupazione da parte dell’uomo bianco delle terre dei nativi, processo che più correttamente andrebbe definito di invasione, le numerose guerre tra occidentali e indiani d’America insanguinarono quelle terre generose e sterminate. Per la violenza e – quasi sempre – per la disparità vistosissima di forze, sia in termini di armi che di uomini, spesso gli scontri si tramutarono in veri e propri massacri. La lista di queste stragi è lunghissima e rappresenta una delle pagine più dolorose della storia dell’uomo. Quando, in questo episodio, il capitano Harrison racconta la propria esperienza di cui porta tracce indelebili, menziona uno dei rari episodi in cui fu l’uomo bianco a soccombere, nel caso specifico per una sua decisione che non smette di giudicare sbagliata.
Tra i massacri subiti dai bianchi, uno dei più tristemente celebri è quello di Fort Mims, quando un gruppo di indiani Creek uccise oltre 400 civili, episodio che portò poi alla cosiddetta “guerra Creek”. Nella maggioranza dei casi, però, da Camp Grani a Sand Creek, furono sempre i nativi, cioè coloro che abitavano da millenni quelle terre (e in una condizione di pace che agli Europei doveva sembrare invidiabile), a farne le spese maggiori e a soffrire di quello che può essere definito uno sterminio.

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