Episodio 7

Episodio 7

(Interlude)

Non poteva certo finire con una stelletta da vicesceriffo e una tran­quilla vita in famiglia l’avventura di Luke! Eccolo di nuovo alle prese con avventure e gente poco amabile che, anche se all’inizio mostra una certa rude ospitalità, poi si trasforma radicalmente. Dove è finito, questa volta, l’irrequieto Luke?

Luke non ha raccontato proprio tutto del suo passato allo sceriffo. L’uomo viene a conoscenza di informazioni che non gli fanno molto piacere proprio sul conto del giovane Macahan e decide di saperne di più. Le accuse però che gravano sul suo nome sono infondate, come Luke cerca di spiegare: tuttavia la sua reputazione di “pistolero”, seppure innocente, crea troppi problemi. Hillary, la figlia dello sceriffo, è innamorata di Luke, che a sua volta ricambia il sentimento. I due giovani desiderano chiaramente convolare a nozze prima possibile. Ma il matrimonio tra loro due è impossibile proprio perché sul capo di Luke pesa una taglia che lo condanna a essere un fuggiasco per tutta la vita. Ecco perché lo sceriffo lo costringe a “tagliare la corda”, e abbandonare Hillary senza neppure salutarla. A Luke non resta che restituire la stelletta, con grande dolore per entrambi, e proseguire il vagabondaggio. Lo attendono nuove avventure e occasioni per farsi conoscere per il coraggio e la lealtà ormai quasi proverbiali. Non mancheranno neppure nuove inattese amicizie… anche se all’inizio le presentazioni sono piuttosto brusche.
Lo scontro tra Esercito americano e Sioux è stato solo rimandato. Zeb cerca di condurre gli indiani in zone più sicure, ma l’Esercito gli sta alle calcagna. Nella tecnica degli agguati i nativi americani sono dei veri maestri e mettono alle strette gli avversari. Senza contare che tra le loro fila c’è un soldato davvero speciale, il grande Zeb Macahan!
Alla fattoria Macahan intanto sembra non esserci mai pace. Il fatto di ospitare dei mormoni diviene motivo di acredine tra vicini, e di dolore per Laura che vorrebbe sposare Jeremiah. Un uomo, infatti, intende vendicarsi di un’atroce azione compiuta tempo prima da mormoni ai danni di una carovana e ha preso di mira proprio Jeremiah, minacciandolo di morte non appena metterà piede nella sua proprietà.
Ma c’è uno strano angelo con la pistola che sembra vegliare sulle sorti dei Macahan e dei loro ospiti. Purtroppo presto si viene a conoscere la verità: l’uomo, che ha protetto i mormoni e di conseguenza anche i Macahan, è in realtà un killer assoldato per ragioni di coscienza da un uomo che rimane nell’ombra, e che Jeremiah identifica facilmente come suo zio… Bisogna evitare a tutti i costi la guerra, e in casi come questi l’influenza e il carisma naturale di Zeb possono fare la differenza. Un vecchio generale, amico di Zeb, propone una tregua secondo condizioni che a suo parere risultano accettabili per entrambe le fazioni, ma Satangkai decide di intraprendere una via molto diversa.
In lui vibra ancora l’orgoglio di un popolo antico e forte. Tutti si illudevano che pace fosse già fatta ma le cose mutano il loro corso all’improvviso.
La morte inattesa ma volontaria di Satangkai forse eviterà uno sterminio, ma intanto crea grande commozione per il gesto coraggioso e drastico di un grande uomo e immenso guerriero. Per Zeb è giunto il momento di dare l’addio a un vero amico.

IL MASSACRO DI MOUNTAIN MEADOWS

Nei libri di storia americani c’è una pagina particolarmente triste, che per noi del vecchio continente è quasi del tutto sconosciuta, ma che oltreoceano risveglia antiche e dolorosissime ferite. Nel corso dell’episodio presentato in questo DVD più volte si fa riferimento a un evento, chiamato il massacro di Mountain Meadows. I fatti sono i seguenti: l’11 settembre del 1857, un numero imprecisato di mor­moni – probabilmente il loro numero si attestava tra le 50 e le 60 unità – stanziati da qualche tempo nel sud dello Utah, decisero, al­leandosi a nativi americani esasperati dalle continue vessazioni su­bite dai coloni, e camuffandosi essi stessi da nativi, di tendere un agguato a una carovana di 120 pionieri che a bordo dei loro carri si stava dirigendo in California.
Si trattò di un crimine atroce, che non risparmiò che 17 bambini tutti al di sotto dei sei anni, nei pressi appunto di una montagna chiamata Mountain Meadows, a circa 55 chilometri da Cedar City. Benché di ferocia inaudita, questa aggressione non fu un fatto isolato, e anzi si inserì in un contesto più ampio, definito in molte sedi storiche come Guerra dello Utah, un vero e proprio conflitto dichiarato tra mormoni e Governo federale degli Stati Uniti. Vi furono altri violenti incidenti – seppure mai tanto gravi -, ma in seguito a lunghe e difficili negoziazioni si riuscì a trovare un accordo, che sancì la pace tra la federazione e i mormoni e che permise l’ingresso pacifico dell’Esercito americano nelle terre occupate dai mormoni

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