Episodio 4

Episodio 4

(Bowie John Christie)

Luke sta per pagare con quanto ha di più caro le prove che un de­stino ingrato ha deciso di sottoporgli. A dargli conforto c’è per fortuna il grande Zeb, lo zio che sembra non perderlo mai d’oc­chio e arrivare sempre al momento giusto. La strada per diven­tare un vero uomo è ancora molto lunga per il giovane Macahan. Ed è tutta in salita!

Il vecchio Cully Madigan, grande amico di Zeb, ha subito una sorte davvero ingrata. Piccolo Albero, sua moglie, può però rivedere il piccolo Geremia, proprio  grazie all’intervento del “guerriero” Macahan. Il suo rapporto al maggiore degli Stati Uniti è di quelli che non si dimenticano e mette lucidamente in evidenza la reale situazione dei nativi americani, costretti a essere fuggiaschi nella propria terra, braccati fino all’ultimo miglio quadrato. Il destino amaro delle riserve, cui le tribù – o meglio sarebbe dire i superstiti di queste tribù – saranno confinati, si profila già all’orizzonte… E Zeb non riesce a trattenere la sua rabbia. Una recente amnistia scioglie Luke da ogni accusa di diserzione. Ma questo non fa di lui un uomo libero: un’altra condanna per aver sparato a uno sceriffo lo rende anzi ricercato per un raggio di molte miglia. La taglia su di lui fa gola a molti. Erika stessa lo raggiunge, dichiarando di volersi unire a lui. La ragazza è sinceramente innamorata di Luke e intende rinunciare alla propria comunità dei Simonti e a tutte le loro regole assai restrittive. Luke ed Erika possono così amarsi liberamente, ma un risveglio atroce li attende. Nel corso di un agguato, Erika viene infatti colpita e muore tragicamente. A Luke non resta che seppellirla, pregare per lei come può e proseguire il suo cammino prostrato dal dolore. Nel suo vagabondare, il giovane Macahan si imbatte in una donna di malaffare, che non esita a tradire le confessioni sulla sua condizione di ricercato per venire in possesso di una parte della ricompensa. Così Luke finisce in prigione, in attesa di essere tradotto in un carcere del Missouri. Ma Zeb vigila su di lui come un angelo custode e con un divertente stratagemma riesce a tirarlo ancora una volta fuori dai guai. Intanto a casa Macahan le cose non procedono certo per il meglio. Se non fosse per Anderson, Kate e i figli sarebbero in balìa delle tribù di Arrapaho e Sho-shoni che hanno deciso di farsi la guerra proprio sul loro terreno. L’uomo cerca come può di tenere a bada i nativi, ma a un certo punto è costretto a scontrarsi duramente con un guerriero Sho-shoni di nome Montagna Lunga per il diritto di essere l’uomo di Kate. Lo scontro è terribile e solo l’intervento di Kate salva Anderson… Ma Kate non ne vuole sapere di essere la compagna di Montagna Lunga! Lo sceriffo Grey non ha smesso in tutto questo tempo di braccare Luke. Per l’uomo si tratta anche di una vicenda personale e sembra avercela a morte con tutti i disertori. Per questo escogita un piano e decide di aspettare Zeb e Luke proprio nella modesta fattoria dei Macahan. Tiene in ostaggio Kate e i figli e aspetta il momento buono per avventarsi su Luke. Zio e nipote sono infatti vicini ad arrivare…
Ma Grey non ha fatto i conti con i Macahan. La tempra di famiglia è pronta a emergere all’occorrenza anche nell’apparentemente mite Kate. È una donna molto coraggiosa e con in mano un’arma saprà fare giustizia e salvare la vita di suo figlio. Quando tutto sarà passato, finalmente, Luke, Kate, Zeb e gli altri componenti della famiglia Macahan potranno rimettersi in cammino verso il sospirato Oregon, terra che diviene ogni giorno più promessa…

LE REGOLE DI ZEB

Nel discorso splendido per sobrietà ed efficacia che il grande Zebulon Macahan rivolge allo sconfortato Luke, braccato e sconvolto per la recente morte dell’amata Erika, spiccano le tre regole che lo zio non esita a incidere nel cuore del ragazzo, con quel suo modo di fare pieno di umanità e franchezza. Tre regole che anche noi non possiamo che condividere e custodire, come parole preziose che dovrebbero accompagnare la vita di ogni vero uomo. Nel non arrendersi mai, non mentire e non scusarsi per nessuna ragione al mondo, sta tutta la filosofia, pragmatica quanto schietta di Zeb. Un vademecum essenziale che dovrebbe essere mandato a memoria, specie da chi ambisce a divenire un individuo libero e sincero, che non ha nulla da temere né di cui vergognarsi, che è consapevole delle proprie azioni e che, nonostante un dichiarato senso di indipendenza, sa stare al mondo e dare ancora la giusta fiducia al prossimo. Non si tratta, ca va sans dire, solo di regole buone per lo spietato Far West, ma di consigli illuminati che meritano di essere messi in pratica anche nella vita dei nostri “civilizzatissimi” giorni. Tre brevi comandamenti che guideranno Luke, forte della costante presenza dello zio Zeb, nel suo intenso e straordinario percorso verso la maturità.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.