Episodio 13

Episodio 13

(Cattle Drive)

Se la posizione di Luke sembrava difficile, adesso è divenuta davvero impossibile! Il suo è un destino da eroe in fuga, co­stretto per forza di cose a difendere sempre i più deboli, anche a costo della propria incolumità e della propria libertà. Sotto­posto prima a un fuoco di fila di accuse false quanto infamanti, ora deve vedersela con il guaio in cui è finito Josh, per colpa di Doreen e naturalmente di Stillman che ha organizzato tutto. Scappa Luke, finché sei in tempo!

Doreen ha un aspetto triste e Josh ha l’impressione che voglia evitarlo. I due non si sono più visti negli ultimi giorni e il ragazzo, che ha cominciato a nutrire sentimenti per l’avvenente fanciulla, chiede spiegazioni. Intanto la questione che riguarda Luke va avanti. Si apre finalmente l’udienza preliminare: non si tratta ancora del vero processo ma è il momento di valutare le testimonianze che consentirebbero di assecondare la richiesta di estradizione effettuata dallo stato del Missouri. L’interrogatorio ha quindi inizio. Il giudice Rensen sembra un uomo davvero super partes ma non è facile neanche per lui gestire un caso tanto complesso… L’interrogatorio di Luke Macahan è penoso e difficile, soprattutto per il giovane che tenta di mostrare la propria innocenza nonostante le gravi accuse. Serrate e spietate sono le uscite di Stillman, ma il giudice non sembra affatto gradirle. Stil-Iman recita alla perfezione e cerca in tutti i modi di provare l’impossibile! La montatura è davvero perfetta, e nei suoi occhi riluce la fiamma della vendetta.
Ma lo sceriffo non è l’unico problema. Un nuovo personaggio è pronto ad accusare Luke di aver fatto parte della banda di fuorilegge del colonnello Flint: si tratta di Grayson, fratello di Curi, morto dinanzi a Luke. Le sue accuse si schiantano addosso al povero ragazzo venendo direttamente da un passato recente che aveva fatto di tutto per dimenticare.
Piesley intanto seguita nel suo progetto. Poco a poco vengono fuori antichi rancori con Zeb. Piesley è un uomo con un passato molto oscuro: si sa che ha giurato, a seguito di una sonora ripassata da parte dell’indomabile Macahan, di fargliela pagare e forse questo piano che lo porta a divenire un vicino di Molly ha molto a che vedere con quel vecchio conto in sospeso… Cosa succederà quando Zeb riuscirà finalmente a tornare alla fattoria? Intanto tocca a Josh testimoniare. Anche per lui è una prova importante e, benché il ragazzo sia del tutto sincero, il giudice e l’avvocato sono alquanto preoccupati per i suoi modi troppo ingenui e passionali. Tuttavia il suo interrogatorio non potrà aver luogo: Doreen si mette in mezzo e, obbedendo a ordini molto precisi, la ragazza, tutt’altro che angelica, tende una trappola terribile al giovane Macahan. In questo modo Josh finisce in galera, con una pesante accusa sulle spalle. Per Luke, che vede arrivare Josh da prigioniero, è la goccia che fa traboccare il vaso! Con una mossa da par suo, riesce a impossessarsi di un’arma e a evadere insieme al fratello. La sua posizione non è stata mai tanto complicata… Ce la faranno a sfuggire ancora una volta? La vita da fuggiasco si addice poco a Josh. Luke vorrebbe che si separassero: in questo modo lui potrebbe avere più possibilità e dirigersi verso Sonora. Nonostante le loro misure estremamente prudenti, i “cacciatori” – Stillman in testa – sono già sulle loro tracce. I due fratelli sembrano ormai chiusi in trappola, finché non appare un provvidenziale bambino che suggerisce un’inattesa via d’uscita… Zeb viene a conoscenza di quanto accaduto. È letteralmente infuriato e cerca adesso di fare giustizia a modo suo. Una dozzina di uomini armati stanno braccando i suoi nipoti e lui non è certo il tipo da stare con le mani in mano! Forse Doreen potrà aiutare Zeb… Anche se inizialmente la ragazza non ha alcuna intenzione di collaborare.

NINFE O GATTE?

Non solo uomini, naturalmente: anche numerose donne raggiunsero il Nuovo Mondo per ricominciare la propria vita, o almeno darsene una possibilità. Specialmente in un primo momento, quella delle “case di piacere” rappresentò per alcune ragazze un’opportunità relativamente semplice. Doreen, ragazza sottomessa a un uomo spietato, è il tipico ritratto di tale condizione.
All’epoca, vi erano molti tipi di postriboli, dalle cosiddette culle ai classici bordelli, per finire ai saloon e alle sale da ballo, assiduamente frequentati da ogni genere di uomini in cerca di un amore fuggente. Singolari i nomi utilizzati all’epoca per definire questa categoria di lavoratoci. Da “gatta dipinta” a “donna sportiva”, passando per un agreste “ninfa della prateria”, la fantasia si sbizzarriva su queste muse il cui unico desiderio era sovente quello di guadagnare abbastanza per riuscire a condurre un’esistenza normale e metter su famiglia. Purtroppo, questo desiderio si infrangeva molto spesso nel dramma delle malattie veneree o della dipendenza da sostanze stupefacenti, di cui facevano abuso viste le terribili condizioni. L’ovest, rispetto agli stati della costa atlantica, si mostrò sempre più tollerante rispetto alle “gatte dipinte”. Solo a partire dal 1878, la legislazione del Congresso cominciò a porre alcuni paletti e, per molti anni ancora, quella delle ragazze di compagnia fu uno degli elementi caratteristici di questa terra selvaggia.

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