Episodio 11

Episodio 11

(Gold)

Jessie è stata ritrovata, ma Piesley non sembra voler uscire tanto fa­cilmente dalla vita dei Macahan. Mentre per Zeb i guai con il be­stiame sono solo all’inizio, Luke forse sbaglia a fidarsi con tanta fa­cilità di un giudice incontrato per caso…

Molly riesce a rintracciarla grazie all’importante aiuto del tenace Piesley, uomo di ben pochi scrupoli ma che conosce la zona come le sue tasche. È giunto però il momento della sua ricompensa, cui l’uomo non intende certo rinunciare… Per dargli quanto dovuto, il piccolo gruppo deve dirigersi in città, dove Molly potrà entrare in possesso del denaro necessario a saldare il debito. Piesley si trova molto bene, specie con Molly: non fa altro che dire che gli ci vorrebbe una donna.
Nuove avventure per Luke che, nel suo muoversi senza sosta, incontra un personaggio che potrà rivelarsi davvero importante per il suo futuro. Si tratta del giudice Rensen, un uomo di legge che sembra essere al corrente della sua situazione e che Luke salva da un’aggressione. L’accusa che grava sulle innocenti spalle di Luke è motivo di simpatia tra i due. Rensen si mostra riconoscente e promette di fare il possibile per aiutare il giovane Macahan… Luke è molto fiducioso e si attiene a quanto il giudice gli consiglia: si reca così nel Nuovo Messico e si costituisce. Ma le cose non vanno come previsto, anzi lo sceriffo sembra trattarlo proprio come un prigioniero. Quando la notizia della cattiva sorte in cui versa il fratello raggiunge Josh, egli, da vero Macahan, decide di raggiungerlo per prestargli aiuto, in attesa che il giudice mantenga la sua promessa. Non è facile per Molly e le sorelle vederlo andar via, ma abbiamo imparato di che pasta sono fatti questi Macahan! Zeb sapeva bene quali pericoli sarebbe andato incontro accettando di condurre l’enorme mandria attraverso le sterminate terre del West. Ora, penetrati nel territorio degli Apache, se la dovranno vedere con questi formidabili guerrieri!

GUERRIERI DI RAZZA

Nomadi, guerrieri quasi invincibili, nemici che è meglio non avere: il nome degli Apache va di pari passo con quello della loro leggenda.
La loro reputazione di uomini eccezionalmente coraggiosi, ma disposti a manifestazioni di grande violenza, si diffuse rapidamente tra i pionieri, facendone una sorta di spettro da evitare ogni volta che fosse possibile. Molta della produzione cinematografica recepì sin dall’inizio l’eco di questa nomea, tracciandone già nelle prime rappresentazioni dell’epopea del West profili spesso al limite del verosimile. Ma la cultura occidentale ha trasformato queste indubbie doti da combattenti in un vero e proprio mito, al punto da arrivare a battezzare con il nome di questa tribù uno dei più efficienti elicotteri da combattimento in dotazione all’Esercito americano, il celebre AH-64 Apache.
Il segreto della quasi infallibile potenza in battaglia degli Apache stava anche nella grande obbedienza rivolta al capo, che li guidava in azioni repentine e imprevedibili. Come tutti gli altri popoli nativi, gli Apache erano anche una tribù estremamente evoluta dal punto di vista culturale, con una complessa religione fondata sullo sciamanesimo che teneva in grande considerazione gli spiriti della Natura e il culto degli antenati. Altrettanto complessi erano i riti propiziatori seguiti dai guerrieri, specie prima della battaglia, riti che concedevano loro una grande forza morale. Un popolo affascinante e fiero, insomma, che forse ha risentito troppo di una volontà tutta occidentale di identificare il cattivo di turno.

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