Episodio 10

Episodio 10

(Robber’s Roost)

Mentre Zeb si dà parecchio da fare per ringraziare come può l’uomo di medicina per quello che ha fatto per salvare sua nipote Jessie, la ragazza si avvicina per vie inattese al mondo dei nativi. Un’occasione per Molly di affrontare anche vecchie questioni per­sonali. È una donna ancora magnifica e un viaggio alla ricerca della giovane Macahan può svelare molte sorprese, soprattutto se in compagnia sua, di Josh e di Laura, c’è un uomo molto misterioso…

Non è certo cosa facile condurre trattative per l’acquisto di bestiame per conto dei nativi americani, quando si ha davanti un allevatore che definisce gli indiani “vermi rossi”. Ma Zeb Macahan è in grado di fare anche questo, nonostante l’uomo che può dargli ciò di cui ha bisogno abbia importanti motivi per detestare i pellerossa. La sua famiglia venne sterminata non molto tempo prima, e certe ferite non si rimarginano mai. Ma come ben sappiamo Zeb è un uomo schietto e onesto. È lui a garantire in prima persona per gli Arapaho, un popolo cui lo stesso Governo americano aveva promesso aiuti consistenti, ma che ora sta morendo di fame. L’allevatore alla fine cede, ma avverte Macahan che il viaggio che stanno per affrontare decimerà senza dubbio il bestiame… Jessie si è pienamente ristabilita grazie alle cure dell’uomo della medicina, e ora si trova in compagnia di zia Molly. Le due si meriterebbero una bella vacanza dopo tre settimane terribili, nel corso delle quali la ragazza è stata in bilico tra la vita e la morte. Progettano addirittura una gita a San Francisco. Intanto però c’è da tornare alla fattoria e riprendere la vita normale. Zia e nipote si trovano quindi in diligenza e conoscono un uomo affascinante quanto misterioso, che dice di essere un vecchio amico di Zeb. Forse però non racconta proprio tutta la verità. Nei suoi occhi c’è qualcosa di non perfettamente chiaro, e anche i suoi modi di fare, benché a tratti gentili, si rivelano piuttosto bruschi. L’uomo, che dice di chiamarsi Dick Piesley, è vedovo, proprio come Molly – che ci tiene a essere chiamata signora Culhane per cercare di mantenere le opportune distanze -, e vistosamente attratto dalla bella zia di Jessie. Pur non risparmiandosi qualche inopportuna avance, l’uomo sembra rifugiarsi spesso nei ricordi della moglie defunta, approfondendo anche dettagli del tutto intimi, in grado di fare arrossire le signore presenti… Jessie consiglia di tagliar corto con quelle chiacchiere, ma Molly è visibilmente turbata.
A causa di una tempesta in arrivo, la diligenza è costretta ad arrestarsi e a trovare rifugio presso un casolare. La convivenza tra Molly e Piesley sembra davvero impossibile, anche perché l’uomo non fa nulla per apparire più cortese. Passato il maltempo il viaggio riprende, ma Piesley non prosegue. Lungo il tratto che ancora rimane, dopo essere rimaste le uniche passeggere, Molly e Jessie hanno un grave incidente in diligenza. Molly rimane a terra priva di sensi, mentre Jessie, soccorsa da un indiano, si allontana, come stordita. Ripresa conoscenza, la zia si allarma non trovando la ragazza; decide di tornare sui suoi passi, in cerca di Piesley e del suo aiuto. Intanto anche Josh e Laura si sono uniti al gruppo.
Piesley è un uomo molto navigato e conosce bene queste zone. Interpellato, risponde che è probabile che Jessie sia stata rapita da un indiano e propone, in cambio di una lauta ricompensa, di mettersi sulle tracce della ragazza per riportarla dalla sua famiglia. Comincia così una caccia all’uomo piuttosto complicata, fatta di piccoli indizi, mentre l’uomo, in cambio di un comportamento da galantuomo, finisce con l’intascare una ricompensa addirittura doppia…

OCCHIO ALLA DILIGENZA!

Chi dice diligenza dice Far West. Non è un caso che questo mezzo di trasporto, tanto diffuso all’epoca dei pionieri – di fatto l’unico modo per trasportare merci e passeggeri prima che la ferrovia si diffondesse veramente – trovi posto anche in uno dei racconti di Alla conquista del West. Il tasso di pericolosità di questo mezzo di trasporto era elevatissimo, per ragioni “tecniche”, dovute in particolar modo all’asperità dei tracciati e ai percorsi estenuanti, e anche perché le diligenze, piene di passeggeri e spesso di beni preziosi, erano preda ideale per i banditi. Ricordate, giusto per citare un esempio, il magnifico L’uomo che uccise Liberty Valance, del 1962?
La vita per i postiglioni e i passeggeri era sempre più o meno in balìa di criminali del tutto privi di scrupoli. Per questo motivo, verso il 1877, alcune di queste diligenze – in particolare quelle deputate al trasporto di preziosi – finirono col munirsi non solo di armi convenzionali, ma addirittura di obici da montagna! Qualcosa insomma davvero in grado di dissuadere i malintenzionati.
A parte questi casi limite, l’arma “d’ordinanza” dei conducenti di diligenze era generalmente uno shotgun Winchester, fucile calibro 12 pesante oltre tre chili e mezzo e ben noto per la sua potenza e una buona precisione di tiro. Non un obice, certo, ma pur sempre un compagno pittosto affidabile in casi di emergenza…

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